VICENZA, CITTA’ DEL PALLADIO: LA STORIA DELL’ACCADEMIA OLIMPICA E DELLA SUA UNICITA’

L’architettura caratteristica di questa città, unica per genere e forme, è da sempre sinonimo di quel binomio inscindibile secondo cui Vicenza viene da secoli profondamente legata all’architetto Andrea Di Pietro della Gondola, più conosciuto come Andrea Palladio. Nato a Padova e poi successivamente vissuto a Vicenza, l’artista deve molto all’Accademia Olimpica, poiché essa è senza dubbio alcuno responsabile di quella qualità e peculiarità che vedremo caratterizzare l’intera sua opera. Correva l’anno 1555 e in tutto il nord-Italia vi erano già scuole sulla falsa riga dell’Accademia ma nessuna però che contemplasse la partecipazione di persone di estrazione sociale non aristocratica. 

L’assenza del consueto criterio discriminante appena citato fu molto importante: si garantiva cosi vitalità ed originalità delle Idee che per secoli daranno lustro a questa città, e non solo. 

Vi facevano parte persino maestri di spada ed equitazione, matematici, medici, cosmografi e architetti. L’arte, insomma, si faceva a 360 gradi. Non avendo una propria sede, gli accademici cominciarono ad elaborare l’idea di un teatro stabile, soprattutto dato che quella a prevalere era l’arte delle rappresentazioni teatrali. 

Fu cosi che negli successivi, nello specifico, Palladio andò maturando l’idea del celebre Teatro Olimpico. 

Nel giro di pochi decenni moltissime furono le iniziative artistiche che presero vita dalla scuola: dall’equitazione al maneggio delle armi, dalle lettere alle scienze. Persino Goethe, arrivato in Italia nel 1786, volle prendere parte ad una lezione di “Scuola di filosofia sperimentale”. Aggiungerà di li a breve che “dev’esserci qualcosa di divino nell’opera di Palladio”. La caduta della Repubblica Veneta determinò un momento difficile nel campo artistico veneto, visto sopratutto l’alternanza disordinata delle dominazioni austriache e francesi. Si avrà anche un lungo momento di torpore che durerà fino al 1843 quando la sovraintendenza, ora del Governo regio, la riattivò sotto il nome di “Accademia Olimpica di scienze, lettere ed arti” e ne caratterizzò l’indirizzo tutto rivolto alle idee liberali del Risorgimento. Negli anni successivi, grazie all’Accademia, Vicenza riusci a mantenere il ruolo di prestigio ed unicità nell’intero quadro artistico italiano.

Infine, nel dicembre del 1994, Vicenza diventa Patrimonio Mondiale Unesco, unendosi a far parte di tutti quei numerosi Gioielli Italiani che il mondo intero ci ammira ed apprezza.